Lancia D50 e Juan Manuel Fangio

Fangio, con gran semplicità spiega come guida la sua Lancia D50-Ferrari a Monaco, 1956.

Ingegneria, meccanica, scienza, tecnica… armonia, equilibrio, musica… poesia…

 

 

26 luglio 1955, la cessione alla Ferrari

(da Wikipedia)

Subito dopo la disputa del Gran Premio del Belgio e l’abdicazione forzata di Gianni Lancia, in seno alla fabbrica si profilano due fazioni: da una parte c’è chi vorrebbe evitare di disperdere le esperienze fatte in ambito agonistico, migliorare il materiale esistente e proseguire l’attività sportiva interrotta, e dall’altra chi invece non vede l’ora di disfarsi di tutto il materiale da corsa nel più breve tempo possibile, magari svendendolo. I sostenitori della seconda tesi hanno ben presto la meglio. Trapelata la notizia, molti si fanno avanti per rilevare a buon prezzo tutto il materiale: tra i potenziali acquirenti, in prima fila, pare ci sia addirittura la Mercedes-Benz.

Per evitare che preziose esperienze italiche finiscano all’estero, il principe Filippo Caracciolo (suocero di Gianni Agnelli e Presidente dell’Automobile Club d’Italia) si attiva presso la Fiat fino ad ottenere un accordo a tre, in base al quale la Lancia dona alla Ferrari il suo materiale da corsa e la Fiat si impegna ad erogare alla casa modenese, per cinque anni, un contributo finanziario non indifferente (50 milioni di lire all’anno).

La cerimonia del passaggio avviene il 26 luglio 1955 nel cortile della Lancia in Via Caraglio a Torino: gli onori di casa sono fatti dall’avv. Domenico Jappelli e dal sig. Attilio Pasquarelli, mentre per la Ferrari sono presenti l’ing. Amorotti ed il cav. Bazzi. La Fiat è rappresentata dal dr. Pestelli, mentre per l’Automobile Club d’Italia c’è il Vicepresidente ing. Arnaldo Trevisan. Tra gli altri intervenuti, oltre a Vittorio Jano, il Conte Carlo Biscaretti di Ruffia (Vice Presidente dell’Automobile Club di Torino) ed il Dr. Giovannetti dell’A.N.F.I.A.A. (Associazione Nazionale Fra Industrie Automobilistiche ed Affini). Per la cronaca, le D50 di Formula Uno donate alla casa modenese sono sei: ad esse vanno aggiunte due scocche di F1, una normale e l’altra carenata (la prima è forse munita di qualche organo meccanico, mentre la seconda ne è probabilmente priva) oltre naturalmente a molti ricambi ed parti meccaniche in genere. Con l’occasione, anche il progettista Vittorio Jano passa dalla Lancia alla Ferrari.

Lo schieramento delle sei D50 alla cerimonia della "cessione" alla Ferrari

Lo schieramento delle sei D50 alla cerimonia della “cessione” alla Ferrari

Due scocche appena cedute

Due scocche appena cedute

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